UN LETTORE, ECCO PERCHÈ NON DO PIÚ L’ELEMOSINA

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Buon giorno D&F,

Ho fatto un lavoro bellissimo per 43 anni.
Ho passato le mie giornate lavorative di 10/12 ore su una macchina. Il mio lavoro era rappresentante di commercio la mia zona era la Lombardia, il Veneto e la Svizzera. Ora mi godo la pensione dopo aver fatto tre milioni di kilometri e forse anche più. Bene. Voi sapete che a Milano se si percorre la circonvallazione esterna o interna, devi superare una cinquantina di semafori. Ad ognuno di questi trovavo il questuante o lavavetri di turno che chiedeva moneta. Donavo loro 20 lire, a volte 50 lire, altre 100 lire. Parlo ovviamente degli anni ‘80/’90, poco prima del 2000, quindi prima dell’Euro. A quei poveri “cristi” ai semafori non andava bene il 20, il 50 o il cento lire 100 lire: guardavano il valore della moneta e me la ributtavano addosso come dire che era troppo poco. Da quel giorno non ho mai più dato un centesimo a nessun questuante. Alla sera, dopo una giornata intensa di lavoro, sommavo l’elemosina fatta in quel giorno. Circa 2000 lire: moltiplicato per sei giorni lavorativi ed erano belle cifre. Questa è l’esperienza mia personale, vissuta in mezzo tanta gente e sull’asfalto. Concludo dicendo che concordo pienamente con la lettrice per ciò che dice sui questuanti e per quello che fa per il sociale. Fatti, non solo parole.  Complimenti!

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